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08.04.2008

Mercato delle scommesse:La Commissione Europea continua a ritenere illegittime le restrizioni del mercato Italiano

Stanleybet International esprime il proprio apprezzamento per la formale richiesta formulata dalla Commissione all’Italia di conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia del 13 Settembre 2007 (caso C-260/04) che aveva condannato l’avvenuto rinnovo delle 329 concessioni per la raccolta di scommesse ippiche senza una procedura di gara.

7 Aprile 2008, Liverpool – La Commissione Europea ha formalmente richiesto al Governo Italiano di conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia del 13 Settembre 2007, riguardante il rilascio delle concessioni per le scommesse ippiche. La sentenza ha statuito che la Repubblica Italiana aveva violato gli articoli 43 (diritto di stabilimento) e 49 (libera prestazione di servizi) del Trattato per aver rinnovato le 329 concessioni ippiche senza una procedura di gara, evidenziando altresì come tale rinnovo avesse violato i principi di non discriminazione, proporzionalità e trasparenza, nonché l’obbligazione di assicurare un sufficiente grado di pubblicità.

La sentenza della Corte interviene ad esito della procedura di infrazione avviata della Commissione Europea a seguito di un esposto presentato da Stanleybet International nel 1999.

La Commissione inviò una lettera di messa in mora in data 3 Aprile 2008 segnalando come le misure sino ad allora adottate non fossero sufficienti. Nonostante, infatti, sia stata adottata una nuova normativa,  dette concessioni sono tuttora vigenti; il Governo italiano aveva annunciato che tali concessioni sarebbero state revocate e messe nuovamente a gara; a tutt’oggi tale misura non è stata adottata.

La decisione adottata dalla Commissione pone in rilievo l’inadeguatezza delle misure adottate sinora dal Governo Italiano che potrebbe tradursi, in caso di persistente inadempimento, nell’adozione di una decisione che imponga una sanzione per ogni giorno di inadempimento.

John Whittaker, Managing Director di Stanleybet International, ha dichiarato:

La Commissione Europea merita il nostro plauso per l’incessante opera di piena e corretta applicazione delle regole del Trattato da parte degli Stati Membri.”

La decisione della Commissione mostra la sua determinazione nel voler definitivamente rimuovere l’illegalità nel sistema concessorio italiano e noi non possiamo che esprimere il nostro apprezzamento per tale posizione .”

Le Autorità Italiane non hanno altra scelta che aprire il mercato delle scommesse sportive alla concorrenza cosa che, al di là delle apparenze, non è avvenuto. Problemi rilevanti permangono e la Commissione ha confermato che ciò è inaccettabile.”

“Mi piace ripetere la mia posizione: non sono contrario ad una regolamentazione del mercato delle scommesse sportive, purchè ciò sia fatto in modo da assicurare uno spazio di partecipazione a tutti i giocatori. La Commissione sta correttamente giocando il suo ruolo e noi continueremo a supportare e a sostenere la sua azione”.

 

04.02.2008

STANLEY VINCE LA PARTITA SULLE 329 CONCESSIONI IPPICHE STORICHE IL GOVERNO ITALIANO ACCETTA LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA E REVOCA LE CONCESSIONI

Roma, 4 febbraio 2008 - Il bookmaker inglese Stanley International dichiara la propria soddisfazione: il Governo Italiano ha deciso di revocare e di riassegnare nel rispetto delle regole europee le 329 concessioni "ippiche storiche". Stravolto il bando Bersani. Cade il requisito di distanza dalle agenzie preesistenti.

Ci sono voluti 9 anni. Tutto nasce nel 1999 quando Stanley si vede rifiutare l'ingresso nel mercato italiano dei giochi e invia un esposto alla Commissione Europea ove denuncia la chiusura del mercato e una serie di scelte illegali delle autorita' dei giochi, tra cui anche il rinnovo fino al 2011 e senza gara delle 329 concessioni ippiche preesistenti. La Commissione Europea – a seguito dell'esposto - apre una procedura di infrazione contro l'Italia, con invio di lettera di messa in mora e successivo parere motivato, che restano senza esito. Nel 2004 la Commissione porta l'Italia di fronte alla Corte di Giustizia. La sentenza arriva il 13/09/2007 [C-260/04, Commissione c. Italia]: il rinnovo senza gara delle 329 concessioni e' contrario al diritto comunitario.

A seguito della sentenza, il 26/09/2007 Stanley scrive alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ad AAMS (Monopoli di Stato) e all'Unire: chiede che si ottemperi alla decisione della Corte revocando e rimettendo a gara le 329 concessioni ippiche storiche. AAMS risponde a Stanley il 17/10/2007 chiamando in causa le competenze dell'Unire. Seguono una serie di incontri delle autorita' dei giochi (AAMS, Ministeri dell'Economia e delle Politiche Agricole) tra loro e con funzionari della Commissione.

All'esito di tali incontri arriva a fine gennaio l'impegno finale e formale del Governo italiano, comunicato dal Ministero dell'Economia: secondo le notizie appena lanciate dalle agenzie, il Governo italiano si impegna ad avviare la procedura di gara, pubblicando il relativo bando di gara pubblica comunitaria, entro il corrente anno 2008. La cessazione delle concessioni preesistenti coincidera' temporalmente con l'attivazione delle nuove concessioni.

Ora si prospetta un nuovo scenario: l’illegittima sopravvivenza delle 329 "ippiche storiche" ha compromesso in radice il segmento ippico post-Bersani. Non solo: essa ha pregiudicato la gara per l'assegnazione, nel 1999, delle 1000 agenzie sportive. I beneficiari dell'illegittimo rinnovo ippico, infatti, hanno potuto partecipare – da illegittimi privilegiati – alla gara sportiva. Non va dimenticato che, nell'udienza orale della causa Placanica, il rappresentante della Commissione aveva chiesto la revoca di tutte le 1000 concessioni per l'esercizio delle scommesse sportive.

Il CEO di Stanley International, John Whittaker, ha dichiarato: “Esprimo la massima soddisfazione per questo risultato. La decisione del Governo italiano mostra che vale la pena di battersi per anni, come Stanley ha fatto, per ottenere il ripristino della legalita' e la cessazione di ogni discriminazione verso i nuovi entranti, sia italiani che esteri. Siamo convinti che l’Amministrazione si adoperera' per un bando di gara sollecito, trasparente e veramente aperto e non discriminatorio per nessuno. Resta da vedere quale impatto avra' questa decisione sulle aperture ippiche in corso. A rigor di logica, non dovrebbero piu' essere sottoposte al vincolo della distanza minima dalle 329: infatti, una volta riassegnate a nuovi operatori, le 329 concessioni storiche, non si comprenderebbe perché i titolari dovrebbero godere di una posizione di vantaggio rispetto a coloro che si sono aggiudicati quelle del 2006”.

 

25.01.2008

IL COMMISSARIO: "LE PROCEDURE RESTANO APERTE"
MCCREVY HA GELATO L'ITALIA DELLE SCOMMESSE

"Il decreto Bersani con la liberalizzazione dei punti vendita scommesse, e i cambiamenti introdotti non sanano la situazione relativa alla fornitura transfontaliera di servizi di scommesse sportive. Le procedure d'infrazione avviate dalla Commissione a questo proposito restano aperte, anche se continua il positivo dibattito tra la Commissione e le autorita' italiane".

E' la dura risposta del Commissario europeo al Mercato Interno Charlie McCreevy, all'interrogazione presentata da due europarlamentari italiani, Mario Mauro (PPE-DE) e Gianni Pitella, che avevano chiesto alla Commissione spiegazioni in merito all'attivita' dei centri privi di autorizzazione collegati al bookmaker inglese Stanley e alla conformita' del sistema italiano rispetto alle prescrizioni del trattato UE.

Il Chairman del bookmaker di Liverpool, John Whittaker, ha commentato in una nota stampa la risposta del commissario Charlie McCreevy sostenendo di essere "confortato dalla rapidità con cui la Commissione ha dissipato ogni dubbio anche nella sede parlamentare. Lungi dal concedere al sistema post-Bersani una patente di legalità, la Commissione, se mai, indirettamente la riconosce alle attività transfrontaliere di Stanley, come d’altronde lo ha fatto, ancora nel marzo del 2007, la Cassazione Penale italiana. Stanley non ha mai cessato di sostenere che l’ordinamento del settore che si è configurato dopo le gare Bersani non è affatto rispettoso del diritto comunitario ed ha invece limitato gravemente la libertà di prestazione dei servizi delle imprese dell’Unione. Ci spiace che, di ciò, le Autorità italiane non sembrino essersi rese conto. Confidiamo che il lavoro paziente dei Giudici condurrà ad una definitiva riconsiderazione degli aspetti che rimangono ingiustamente restrittivi e discriminatori

 

25.01.2008

SCOMMESSE SPORTIVE IN ITALIA: LA COMMISSIONE EUROPEA SI ESPRIME SULLA LEGALITÀ DEL SISTEMA POST-BERSANI

Stanley accoglie positivamente la risposta di McCreevy per la Commissione: il decreto Bersani non sana la posizione dell’Italia nei confronti dell’Europa per ciò che riguarda i servizi transfrontalieri.

Bruxelles, 24.01.2008 – Lo scorso 22 gennaio il Commissario Europeo al Mercato Interno, Charles McCreevy ha risposto all’interrogazione dei due Europarlamentari (On Mario Mauro, On Gianni Pittella) che l' 8 novembre 2007 avevano invitato la Commissione ad esprimersi in materia di gioco e scommesse in Italia. In questa interrogazione (in allegato) si chiedeva :1) di chiarire la posizione della Commissione in merito alla conformità della normativa italiana con quella Europea; 2) di esprimersi sull'attività di Stanley International – sorprendentemente chiamata in causa in modo diretto – e descritta come operatore che “pretende di poter legittimamente raccogliere scommesse in Italia senza rispettare le regole fissate dallo Stato Italiano ”.

In risposta, Il Commissario McCreevy, ha confermato che l’attuale sistema italiano che regolamenta il settore delle scommesse sportive rimane incompatibile con la normativa Europea. In particolare Mc Creevy ha riaffermato che il Decreto Bersani contrasta con le direttive europee in quanto “non sana la situazione per quanto riguarda la fornitura transfrontaliera di servizi di scommesse sportive”. La materia,infatti,e' tutt'ora oggetto di procedure di infrazione che la Commissione ha aperto contro l’Italia.

La Commissione ribadisce le conclusioni della Corte di Giustizia Europea nella Sentenza Placanica (Case C-338/04), secondo le quali le restrizione riscontrate nel mercato italiano costituiscono “ostacoli tanto alla libertà di stabilimento quanto alla libera prestazione di servizi”.

E ben noto che la suprema Corte di Cassazione, adeguandosi alla sentenza Placanica, ha riaffermato lo scorso marzo 2007 il diritto di Stanley International Betting di offrire servizi transfrontalieri in Italia, disapplicando la normativa restrittiva interna (l. n.401 del 13.12.1989 art.4).
Sorprendente che i due Europarlamentari, che avevano proposto l'interrogazione, abbiano taciuto alla Commissione tale circostanza che da’ piena legalità alle operazioni Stanley in Italia.

Precisando ulteriormente il suo pensiero, in merito alla legalità del sistema italiano ,il commissario McCreevy ha voluto invitare i due onorevoli a “prendere conoscenza di una più recente sentenza del 13 settembre 2007 (causa 260/04) in cui la Corte ha affermato che, rinnovando 329 concessioni per l'esercizio delle scommesse ippiche al di fuori di ogni procedura di gara, la Repubblica Italiana e' venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli art 43 e 49 del trattato CE ed in particolare ha violato il principio generale di trasparenza nonché l'obbligo di assicurare un sufficiente livello di pubblicità'”.

Si tratta della ben nota vicenda delle 329 ippiche storiche per le quali la Stanley ha già chiesto ai monopoli, in applicazione della sentenza della Corte di Giustizia citata da McCreevy, di procedere alla revoca immediata delle concessioni illegittime e della loro rimessa a gara. Stanley sta ora studiando, per ottenere il ripristino della legalità, altre azioni in sede civile.

Il CEO di Stanleybet, John Whittaker, ha dichiarato: “Siamo estremamente confortati dalla rapidità con cui la Commissione ha dissipato ogni dubbio anche nella sede parlamentare. Lungi dal concedere al sistema post-Bersani una patente di legalità, la Commissione, se mai, indirettamente la riconosce alle attività transfrontaliere di Stanley, come d’altronde lo ha fatto, ancora nel marzo del 2007, la Cassazione Penale italiana. Stanley non ha mai cessato di sostenere che l’ordinamento del settore che si è configurato dopo le gare Bersani non è affatto rispettoso del diritto comunitario ed ha invece limitato gravemente la libertà di prestazione dei servizi delle imprese dell’Unione. Ci spiace che, di ciò, le Autorità italiane non sembrino essersi rese conto. Confidiamo che il lavoro paziente dei Giudici condurrà ad una definitiva riconsiderazione degli aspetti che rimangono ingiustamente restrittivi e discriminatori”.

 

06.03.2007

LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA DICHIARA
LA LEGALITÀ DEI CENTRI STANLEY INTERNATIONAL BETTING IN ITALIA

La Corte ha giudicato incompatibili con il diritto comunitario le sanzioni penali italiane applicate alla raccolta di scommesse da parte di centri che operano per conto di società straniere. Uno stato membro non può applicare una sanzione penale per il mancato adempimento di una formalità amministrativa (la concessione di una licenza) che esso rifiuta o rende impossibile in violazione del diritto comunitario.
La soddisfazione dei rappresentanti del bookmaker inglese leader nel mercato delle scommesse sportive e dell’avvocato difensore di Massimiliano Placanica.

Da questo momento, l’unico modo per giustificare una limitazione ai nostri operatori sarà quello di dimostrare che essi siano coinvolti in attività fraudolente o criminali”, ha commentato John Whittaker, Chairman di Stanley International Betting a margine dell’odierna sentenza della Corte di Giustizia Europea.

La Corte ha chiaramente stabilito che, qualora a un operatore non sia stata data la possibilità di ottenere l’autorizzazione necessaria ad operare a causa del rifiuto di uno Stato membro – come è accaduto ai centri Stanleybet International in Italia– in tal caso, le restrizioni poste da tale Stato all’attività di questi operatori rappresentano una violazione ingiustificata degli artt. 43 e 49 del Trattato CE”.

Molto positivi anche i commenti espressi dall’Avvocato Daniela Agnello, difensore del titolare del centro Stanleybet International Massimiliano Placanica – che era presente in aula – così come anche difensore in occasione della storica sentenza Gambelli del 2003.

La Corte ha approfondito il tema delle restrizioni delle libertà fondamentali nel settore dei giochi d’azzardo affermando principi e interpretazioni obbligatorie per i giudici e le autorità degli stati membri.

L’attività degli operatori comunitari che non hanno potuto ottenere le concessioni a causa di un rifiuto dello stato membro, possono essere limitate solo per fini criminali o fraudolenti. Le nuove gare, concepite sui presupposti errati dei precedenti bandi del ’99, hanno mantenuto il sistema dell’assegnazione delle licenze discriminatorio in contrasto con i principi comunitari.

Il settore delle scommesse in Italia dovrà essere modificato per rispondere fedelmente all’interpretazione obbligatoria fornita dalla Corte di Giustizia Europea”.

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